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Bando Imprese di Vicinato 2026: come ottenere fino a 2.500 € a fondo perduto

Se hai un ristorante, un bar, una pizzeria o un esercizio di vicinato in provincia di Livorno o Grosseto, c'è un bando del 2026 che merita la tua attenzione: il Bando Imprese di Vicinato della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno. Permette di recuperare fino al 60% delle spese sostenute per digitalizzazione, sicurezza e arredo, con un voucher massimo di 2.500 € (fino a 2.800 € in alcuni casi).

In questa guida pratica vediamo nel dettaglio: chi può farne richiesta, quali spese rientrano davvero, come presentare la domanda e come digitalizzare un ristorante usando lo strumento, con un esempio concreto basato su un chatbot AI come Helpo.

60%
Contributo a fondo perduto sulle spese ammissibili
2.500 €
Voucher massimo (+300 € per imprese femminili o con rating legalità)
2 prov.
Livorno e Grosseto (CCIAA Maremma e Tirreno)
Premessa importante. Le informazioni di questa guida si basano sui contenuti pubblicati dalla CCIAA Maremma e Tirreno per l'edizione 2026 del bando. I dettagli operativi (importi, scadenze, modulistica) possono cambiare. Prima di procedere consulta sempre la versione aggiornata del bando sul sito ufficiale della CCIAA o rivolgiti a un consulente commercialista o a un CAF abilitato. Kreita non è un soggetto autorizzato a fornire consulenza fiscale o sulla redazione di domande di contributo.

1. Cos'è il Bando Imprese di Vicinato 2026

Il Bando Imprese di Vicinato è un contributo a fondo perduto erogato dalla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno (CCIAA Maremma e Tirreno), l'ente camerale che copre le province di Livorno e Grosseto. L'obiettivo è sostenere le micro e piccole imprese del commercio al dettaglio, della somministrazione di alimenti e bevande e dei servizi alla persona, nei loro investimenti per ammodernamento, digitalizzazione, sicurezza e arredo.

In pratica: investi una certa somma per migliorare la tua attività, per esempio acquistando un software gestionale, un chatbot per il sito, telecamere di sicurezza, nuove vetrine o arredi, e la CCIAA ti rimborsa fino al 60% di quella spesa, fino a un massimo di 2.500 € (o 2.800 € in casi specifici).

2. Chi può fare richiesta

Sono ammesse le micro e piccole imprese con sede legale e operativa nelle province di Livorno e Grosseto, iscritte al Registro delle Imprese della CCIAA Maremma e Tirreno, attive e in regola con il Diritto Annuale. Tipicamente rientrano:

  • Ristoranti, trattorie, pizzerie, bar, gelaterie, pasticcerie
  • Negozi di vicinato (alimentari, abbigliamento, librerie, ferramenta e simili)
  • Servizi alla persona (parrucchieri, estetisti, lavanderie)
  • Edicole, tabaccherie, fiorai

Esclusi in genere: grandi superfici di vendita, esercizi all'ingrosso, attività solo online senza presenza fisica nel territorio. Per i codici ATECO specifici ammessi, fai sempre riferimento al testo del bando ufficiale.

3. Quali spese rientrano

Il bando 2026 distingue tipicamente tra alcune categorie di spese ammissibili. Le più rilevanti per un ristorante o un esercizio di vicinato sono:

3.1 Digitalizzazione

  • Acquisto di hardware e software per la gestione dell'attività (gestionali, casse, sistemi di prenotazione)
  • Sviluppo o rifacimento del sito web
  • Chatbot e assistenti virtuali per il sito o per i clienti, per esempio Helpo
  • Software di marketing digitale, e-commerce, integrazioni con OTA o portali di prenotazione
  • Sistemi di pagamento elettronico

3.2 Sicurezza

  • Impianti di videosorveglianza
  • Sistemi anti-intrusione e allarmi
  • Casseforti, vetri antisfondamento

3.3 Arredo e ammodernamento

  • Nuove vetrine, insegne, arredi interni
  • Interventi di rinnovo del locale (con limiti su importi e tipologie)
  • Attrezzature professionali (forni, frigoriferi, vetrine refrigerate e simili)

Le spese devono essere fatturate e pagate nel 2026, con bonifico tracciabile dall'IBAN dell'impresa beneficiaria. I pagamenti in contanti o senza tracciabilità non sono ammessi.

4. Quando aprono le domande

Per l'edizione 2026, le domande sono in genere aperte da fine marzo a inizio novembre, ma la conferma esatta delle date, e degli orari di apertura e chiusura della piattaforma online, va sempre verificata sul sito della CCIAA. Punto importante: i fondi sono limitati e l'assegnazione avviene secondo l'ordine cronologico di arrivo delle domande. Tradotto: chi presenta prima ha più chance di ricevere il contributo. In passato, in molti casi i fondi si sono esauriti ben prima della scadenza ufficiale.

Consiglio operativo. Prepara tutta la documentazione e le fatture prima che apra la finestra di presentazione. Quando si apre, ogni minuto conta. Avere preventivi e codici ATECO già pronti significa poter caricare la domanda nei primi 30 minuti dall'apertura.

5. Documenti necessari

L'elenco esatto dipende dall'edizione del bando, ma in genere serve:

  • Documento d'identità del legale rappresentante
  • Visura camerale aggiornata dell'impresa
  • Preventivo dettagliato delle spese previste, firmato dal fornitore
  • Per le spese già sostenute: copia delle fatture e dei bonifici
  • Dichiarazioni de minimis (per gli aiuti di Stato)
  • SPID, CNS o CIE del legale rappresentante per la firma digitale
  • Indirizzo PEC per le comunicazioni ufficiali

La piattaforma di presentazione è in genere quella di InfoCamere o Telemaco, che richiede l'autenticazione tramite SPID o CNS. Se non hai mai usato la piattaforma, prevedi un'oretta di assistenza per la prima volta.

6. Come presentare la domanda, passo per passo

  1. Verifica i requisiti sul sito ufficiale della CCIAA Maremma e Tirreno. Controlla che il tuo codice ATECO sia ammesso.
  2. Chiedi un preventivo dettagliato al fornitore del servizio o prodotto che vuoi acquistare. Il preventivo deve indicare chiaramente cosa è incluso e il costo. Conserva sia il preventivo firmato sia le offerte alternative (alcuni bandi richiedono di documentare la scelta del fornitore).
  3. Prepara la modulistica: visura camerale, dichiarazione de minimis, documento d'identità del legale rappresentante.
  4. Accedi alla piattaforma online nella finestra di apertura del bando, di norma con SPID o CNS.
  5. Compila la domanda e carica tutti i documenti. Verifica che ogni file sia nel formato corretto (PDF, dimensione massima).
  6. Firma digitalmente la domanda e invia.
  7. Conserva la ricevuta di invio: contiene il numero di protocollo che ti servirà per ogni successiva interazione.
  8. Esegui le spese (se non già fatte), conservando fatture intestate alla tua impresa e bonifici tracciabili. Le spese vanno pagate tramite bonifico, non in contanti.
  9. Presenta la rendicontazione finale nei tempi previsti dal bando, allegando tutte le fatture quietanzate.
  10. Attendi l'erogazione: in genere il contributo viene liquidato qualche mese dopo la rendicontazione, sull'IBAN indicato.
La costa della Maremma toscana, tra le province di Livorno e Grosseto

7. Caso d'uso: digitalizzare un ristorante con un chatbot AI

Vediamo un esempio concreto. Supponiamo che tu abbia una trattoria a Castiglione della Pescaia, in provincia di Grosseto, e voglia usare il bando per introdurre un chatbot AI sul tuo sito, in modo da rispondere automaticamente alle domande di clienti italiani e stranieri su menu, allergeni, orari e prenotazioni.

7.1 Le spese tipiche

  • Canone annuale chatbot AI dedicato: circa 600-1.200 €
  • Setup iniziale del chatbot (configurazione e formazione su menu e regolamento): in genere incluso, oppure circa 300-500 €
  • Eventuale ammodernamento del sito web per l'integrazione: variabile

Esempio numerico: investimento annuo di 1.500 € tutto incluso, contributo a fondo perduto del 60%, quindi 900 € rimborsati. Il costo netto della digitalizzazione diventa 600 € l'anno, meno di 50 € al mese per un servizio che risponde ai tuoi clienti 24 ore su 24.

7.2 Perché conviene farlo adesso

Le motivazioni sono tre. Primo: il bando è disponibile quest'anno e non c'è garanzia che venga rifinanziato nel 2027 con le stesse condizioni. Secondo: il chatbot ti aiuta proprio nella stagione estiva, quando i turisti stranieri arrivano sulla costa toscana e fanno domande in inglese, tedesco e francese. Terzo: i fondi sono finiti spesso prima della scadenza, e chi aspetta rischia di restare a mani vuote.

7.3 Cosa controllare prima

Prima di acquistare il chatbot specificamente per il bando, verifica con il fornitore o con un consulente che la spesa rientri tra quelle ammissibili nella tua edizione del bando. Le voci «acquisto di software» e «digitalizzazione» sono ricorrenti, ma il fornitore deve emettere fattura con la descrizione corretta del servizio.

8. Errori comuni da evitare

8.1 Aspettare troppo

I fondi si esauriscono. Presentare la domanda nel primo mese di apertura è quasi sempre necessario per avere chance reali di ottenere il contributo.

8.2 Pagare in contanti

Le spese pagate in contanti o senza tracciabilità (per esempio un assegno non transitato) sono escluse. Usa sempre il bonifico dall'IBAN dell'impresa.

8.3 Fatture intestate male

Le fatture devono essere intestate all'impresa che presenta la domanda, con partita IVA corretta. Fatture al privato o a un altro soggetto non sono ammesse.

8.4 Dimenticare la dichiarazione de minimis

Questo contributo rientra negli aiuti «de minimis»: devi dichiarare di non aver superato il plafond consentito negli ultimi 3 esercizi finanziari. Tienine conto se hai già ricevuto altri contributi pubblici.

8.5 Non tenere la documentazione

Conserva tutto: preventivi, ordini, fatture, bonifici, comunicazioni con il fornitore. La rendicontazione finale richiede di documentare ogni euro speso.

9. Domande frequenti

Un chatbot AI come Helpo rientra tra le spese ammissibili?

Sì, in genere rientra nella categoria «digitalizzazione» o «acquisto di software». Va però verificato sul testo del bando 2026 specifico, e va richiesta una fattura con la descrizione corretta del servizio, per esempio «canone annuale software/chatbot per la gestione delle richieste clienti».

Posso fare domanda anche se ho già acquistato il servizio?

Dipende dalla finestra temporale del bando: in genere sono ammesse le spese fatturate e pagate nel periodo indicato dal bando (nel 2026, tipicamente, le spese del 2026). Le spese sostenute prima dell'apertura del bando possono essere ammesse, ma vanno verificate caso per caso.

Devo essere iscritto a un albo o a una categoria particolare?

No, basta essere iscritto al Registro delle Imprese della CCIAA Maremma e Tirreno e avere un codice ATECO compatibile con quelli ammessi.

Quanto tempo passa tra domanda ed erogazione?

In genere alcuni mesi tra la rendicontazione e il bonifico effettivo. Il tempo esatto varia in base al volume di domande e ai controlli amministrativi.

Posso fare domanda anche per più voci di spesa?

Sì, il bando permette di cumulare spese di tipologie diverse (digitalizzazione, sicurezza e arredo) fino al massimale di contributo. Va però rispettato il tetto totale di spesa ammissibile per ciascuna categoria.

Dove trovo il bando ufficiale?

Sul sito della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, che trovi cercando «CCIAA Maremma Tirreno bando imprese vicinato 2026». Verifica sempre lì le condizioni aggiornate prima di prendere decisioni.

In sintesi

Il Bando Imprese di Vicinato 2026 è un'opportunità concreta per gli esercizi commerciali e i ristoranti di Livorno e Grosseto: fino al 60% di contributo a fondo perduto, con un voucher massimo di 2.500 €. La digitalizzazione, chatbot AI inclusi, rientra tra le spese tipicamente ammissibili. La regola d'oro: muoversi presto, perché i fondi si esauriscono prima della scadenza.

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